Il promontorio di Capo Figari a picco sul mare con l'isola di Figarolo
Capo Figari, riserva naturale di ginepri e lecci sopra il golfo. — foto: Zarateman · CC0 · Wikimedia Commons

C'è una Gallura che quasi nessuno vede, ed è quella che sta fuori dai due mesi centrali dell'estate. Fra aprile e i primi di giugno, e poi da fine settembre a novembre, la costa nord-orientale della Sardegna cambia completamente carattere: il mare smette di essere l'unico motivo per esserci e il paesaggio, i sentieri e i paesi tornano in primo piano. Chi arriva in questi mesi trova un posto più silenzioso e, in un certo senso, più vero.

La macchia mediterranea fa la sua parte

In primavera la macchia esplode. Il cisto copre i pendii di fiori bianchi e rosa che durano pochissimo e vengono rimpiazzati il giorno dopo; il mirto, la stessa pianta da cui si ricava il liquore, fiorisce fra la fine della primavera e l'inizio dell'estate con piccoli fiori bianchi molto profumati. Camminare in questo periodo significa avere costantemente qualcosa nell'aria.

In autunno il ritmo si inverte: il corbezzolo fiorisce mentre maturano i frutti rossi dell'annata precedente, e i colori della macchia si fanno più profondi. Le giornate limpide che seguono le prime piogge sono fra le più belle dell'anno, sia per fotografare sia per camminare.

Capo Figari, il balcone sul golfo

Il promontorio di Capo Figari, nel territorio di Golfo Aranci, è una riserva naturale coperta di ginepri e lecci, riconosciuta come sito di importanza comunitaria e zona di protezione speciale. Ci si sale a piedi lungo piste sterrate che partono dall'abitato, e non è raro incontrare mufloni o vedere in volo falchi pellegrini.

Dalla sommità, a 342 metri, lo sguardo abbraccia l'isola di Figarolo, che sorge proprio di fronte e raggiunge i 139 metri, il Golfo Aranci, il Golfo di Olbia e, più a sud, la sagoma inconfondibile di Tavolara. Uno dei percorsi più noti è il sentiero dei carbonai, che corre sul versante occidentale del promontorio fra ginepri secolari e olivastri.

Tavolara all'orizzonte

Tavolara è il riferimento visivo di tutta questa costa: un blocco di roccia che si alza dall'acqua e che si riconosce da chilometri di distanza, con un profilo che cambia completamente a seconda del punto da cui la si guarda. Insieme a Punta Coda Cavallo dà il nome all'area marina protetta che tutela questo tratto di mare.

In bassa stagione la si osserva soprattutto da terra, nelle ore in cui la luce radente la stacca dal fondo. È una delle poche immagini che restano identiche in qualunque mese si arrivi, e che da sola giustifica una camminata in quota.

Consiglio pratico: in primavera e in autunno portate scarpe chiuse con suola scolpita e uno strato in più, anche nelle giornate tiepide. Sui promontori esposti il vento cambia la percezione della temperatura in modo netto, e i sentieri sterrati sono spesso sconnessi.

Borghi e centri senza code

Fuori stagione i paesi tornano a misura di chi ci abita. Nell'entroterra il granito diventa architettura: muri a secco, case basse, stazzi sparsi nella campagna. Nella zona di Arzachena si visitano necropoli e tombe dei giganti, testimonianze di una frequentazione antichissima di questo territorio.

Anche Olbia cambia volto: senza il flusso estivo si gira a piedi con calma e il centro si lascia attraversare senza fretta. È il momento giusto per mercati, musei e per quelle soste che in agosto non sono possibili.

Che cosa resta aperto e che cosa no

Va detto con onestà: la bassa stagione ha un costo. Molte attività della costa sono a vocazione fortemente stagionale e in questi mesi riducono l'orario o restano chiuse; alcuni servizi rivolti esclusivamente ai turisti non sono operativi. Nei centri abitati principali, invece, i servizi essenziali funzionano tutto l'anno.

Lo stesso vale per i collegamenti: frequenze e orari di traghetti, voli e trasporti locali variano sensibilmente fuori dai mesi estivi. La regola pratica è una sola: verificare in anticipo, senza dare per scontato che quello che era aperto ad agosto lo sia anche a novembre.

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