Preparare la valigia per la Gallura non richiede molto, ma richiede precisione. Il clima è mite e asciutto, le giornate sono lunghe e il codice di abbigliamento, anche nei posti più alla moda, resta quello del mare. A fare davvero la differenza sono quattro o cinque oggetti che quasi tutti dimenticano, e due regole di comportamento che in Sardegna è bene conoscere prima di partire.
Le scarpe giuste
Il primo oggetto della lista sono le scarpe da scoglio, quelle con suola in gomma e tomaia in neoprene. La costa qui alterna sabbia finissima a lastroni di granito, ciottoli e fondali con qualche riccio: entrare in acqua a piedi nudi in certe cale significa rinunciarci dopo tre passi. Costano poco, occupano pochissimo spazio e cambiano completamente il modo in cui vivi le calette più selvagge.
Aggiungi un paio di scarpe chiuse e comode da camminata, anche leggere. Molti accessi al mare sono sentieri brevi ma ripidi, tra macchia bassa e roccia: le infradito, lì, sono la scelta sbagliata.
Il sole della Gallura
La luce estiva qui è intensa e spesso accompagnata da una brezza che inganna: il vento asciuga la pelle, abbassa la sensazione di calore e fa dimenticare che ci si sta scottando. Metti in valigia una protezione solare alta, resistente all'acqua, un cappello e occhiali da sole seri; una maglia a maniche lunghe da acqua è la soluzione migliore per i bambini e per chi passa ore a nuotare.
Aggiungi una borraccia capiente. Nelle cale più appartate non ci sono punti di ristoro e l'unico rifornimento è quello che ti sei portato da casa: con il vento e l'aria secca si perdono liquidi senza accorgersene, e il fastidio del tardo pomeriggio nasce quasi sempre da lì.
Una felpa per il maestrale
Nel nord-est sardo la sera cambia registro. Quando soffia il maestrale, il vento di nord-ovest dominante sull'isola, l'aria diventa secca e fresca anche in piena estate, e la differenza tra la spiaggia del pomeriggio e la cena all'aperto si sente tutta. Una felpa, un maglioncino leggero o una giacca a vento sottile sono l'indumento più utile che porterai.
Vale anche per le uscite in barca: in navigazione la temperatura percepita scende sensibilmente, e un capo antivento ripiegato nello zaino è sempre una buona idea.
Quello che non deve entrare in valigia
C'è un souvenir che in Sardegna è vietato, e la cosa va presa sul serio. La legge regionale n. 16 del 2017, all'articolo 40, vieta di asportare, detenere o vendere senza autorizzazione anche piccole quantità di sabbia, ciottoli, sassi e conchiglie provenienti dal litorale o dal mare. La violazione comporta una sanzione amministrativa da 500 a 3.000 euro.
I controlli non sono teorici: vengono effettuati anche nei porti e negli aeroporti dell'isola, e ogni anno si contano sequestri e verbali a carico di turisti in partenza. Il motivo della norma è semplice: ogni bottiglietta di sabbia bianca, moltiplicata per milioni di visitatori, erode un patrimonio che non si rigenera. Fotografa la sabbia, non portarla via.
Un sacco per i rifiuti
L'ultimo oggetto è il più banale e il più civile: un sacchetto richiudibile da tenere nella borsa da spiaggia. Nelle cale raggiungibili solo a piedi non ci sono cestini, e non dovrebbero esserci: il patto è che ognuno riporti indietro ciò che ha portato, mozziconi compresi.
Se hai spazio, mettine due: uno per i tuoi rifiuti e uno per quello che trovi. È il gesto che tiene pulite queste spiagge molto più di qualsiasi ordinanza.
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